Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > La sfida delle troiette 2
Gay & Bisex

La sfida delle troiette 2


di Marko-92
08.04.2026    |    3.903    |    5 8.5
"Sentiva ogni nocca passare, ogni movimento circolare che apriva il canale, massaggiando la prostata con precisione crudele..."
La mattina dopo, il loft era ancora impregnato dell'odore della sera precedente: lubrificante denso, sudore maschile e quel sentore muschiato di eccitazione bloccata. Fabio e Giulio si svegliarono sul grande letto, i corpi ancora doloranti.

Il mini-plug da 1,5 cm era rimasto tutta la notte dentro Giulio; al risveglio il suo buco pulsava di un bruciore sordo e costante, come se il muscolo fosse stato massaggiato con carta vetrata calda. Ogni minimo spostamento del bacino faceva muovere il silicone, stirando le pareti sensibili e premendo insistentemente sulla prostata, mandando scariche di piacere frustrato che non potevano sfociare in niente. La gabbia di castità stringeva il cazzo gonfio e arrossato; la plastica rigida schiacciava la verga che aveva cercato inutilmente di indurirsi per ore, provocando fitte acute di frustrazione che partivano dalle palle tese e risalivano fino all'addome. Pre-sperma fresco e viscido continuava a colare dentro la gabbia, rendendo l'interno caldo, appiccicoso e scivoloso contro la pelle sensibile della cappella.

Fabio non aveva avuto il plug, ma la castità e il dito della sera prima avevano lasciato il loro segno. Il buchetto era ancora leggermente aperto e sensibile, con una sensazione strana di vuoto fastidioso mista a un desiderio insistente di essere riempito di nuovo. Il cazzo imprigionato pulsava dolorosamente contro le sbarre, le palle pesanti e tese, quasi doloranti. Ogni volta che il suo sguardo incrociava quello di Giulio, una fitta di rivalità gelosa gli stringeva lo stomaco: «Oggi devo essere migliore. Non posso lasciargli prendere il comando.»
Stefano entrò nella stanza nudo, il suo cazzo da 22 cm già mezzo eretto che oscillava pesante tra le cosce muscolose.

«In ginocchio davanti a me, troiette. Oggi si alza il livello. Prima lezione di gola vera. Una brava troietta deve saper succhiare a dovere: lingua attiva, gola rilassata, occhi nei miei, tanta saliva. Non basta ingoiare. Dovete venerare.»

I due ragazzi si misero immediatamente in ginocchio sul tappeto, le ginocchia che già dolevano per la posizione. Fabio sentiva il cuore accelerare: eccitazione febbrile mescolata a paura viscerale. Il pensiero di prendere di più in gola gli faceva contrarre lo stomaco, mentre il buchetto si contraeva involontariamente al ricordo del dito. Giulio, con il plug ancora dentro, provava un bruciore costante che gli faceva stringere i denti; ogni piccolo movimento mandava fitte di fastidio misto a quel piacere proibito alla prostata che rendeva la gabbia una tortura continua.
Stefano fissò al tavolino basso il dildo nero sottile da 15 cm.

«Sfida della gola: chi lo prende più in fondo senza vomitare vince 3 punti. Poi vi alleno con due dita nel culo. Il vincitore succhierà il mio cazzo vero per un minuto intero, seguendo le mie istruzioni. Il perdente leccherà solo le palle e terrà il plug più grande che ha raggiunto per il resto della giornata.»

Fabio fu il primo. Si chinò in avanti, aprì la bocca e inghiottì la punta del dildo. Stefano gli posò una mano sulla nuca e diede istruzioni precise, la voce bassa e autoritaria:

«Lingua piatta sotto la cappella, gira intorno lentamente. Succhia con le guance. Quando arrivi in gola, ingoia come se stessi bevendo. Respira dal naso. Occhi su di me.»

Fabio obbedì. La lingua lavorava attivamente sotto il silicone freddo, girando, leccando la finta cappella. A 10 cm sentì la gola contrarsi. A 13 cm il riflesso di vomito arrivò violento: un bruciore acido risalì dall'esofago, la gola si chiuse di scatto, saliva densa e filante colò dal mento in lunghi fili viscidi che gli bagnarono il petto e le cosce. Gli occhi lacrimavano copiosamente, il naso colava, il petto bruciava per lo sforzo di respirare. Ogni centimetro in più era una lotta dolorosa: la gola si dilatava con un bruciore profondo, i muscoli si contraevano spasmodicamente intorno al dildo. Riuscì a tenere 13 cm per qualche secondo prima di tossire violentemente, ritirandosi con fili di saliva che gli pendevano dalle labbra gonfie. La gola era in fiamme, come se avesse ingoiato vetro.

Giulio lo seguì, determinato a riscattarsi. Stefano ripeté le stesse istruzioni, ma dovette correggerlo più volte:

«Più lingua, troietta. Non mordere. Succhia più forte quando scendi. Rilassa la gola, non combattere il riflesso.»

Giulio spinse con più forza. A 11 cm il conato arrivò prepotente, la gola che bruciava, saliva che colava a fiotti sul mento e sul petto. Arrivò solo a 11,5 cm prima di tossire forte, sputando saliva ovunque, il corpo scosso da spasmi. La frustrazione gli bruciava nel petto insieme al dolore alla gola: «Fabio è stato di nuovo meglio…»

Fabio vinse i 3 punti. Punteggio: Fabio 5 – Giulio 0.

Come ricompensa, Stefano si sedette sul divano, le gambe aperte.

«Vieni qui, troietta. Ora succhi il cazzo vero del tuo Master. Lingua piatta sotto la verga, gira intorno alla cappella, succhia forte quando scendi, ingoia quando arriva in gola. Occhi sempre nei miei. Tanta saliva. Voglio sentire che mi veneri.»

Fabio si avvicinò carponi, il cuore che martellava. Aprì la bocca e prese la grossa cappella tra le labbra. Il sapore era forte, salato e muschiato, la pelle calda e vellutata. La mazza spessa gli riempì subito la bocca, premendo contro le guance e la lingua. Seguendo le istruzioni, passò la lingua piatta sotto la verga, girando lentamente intorno alla cappella gonfia. Quando spinse più giù, arrivando a 14 cm, la gola si dilatò dolorosamente intorno alla verga venata. Un bruciore intenso e profondo gli risalì dall'esofago, la saliva colava copiosa dagli angoli della bocca, bagnandogli il mento e il petto. Le palle pesanti di Stefano gli sfioravano il mento a ogni movimento. Fabio teneva gli occhi fissi in quelli del Master, succhiando con forza, la gola che pulsava intorno ai centimetri che riusciva a prendere. Ogni istruzione di Stefano lo faceva arrossire di umiliazione e di eccitazione:

«Più lingua… ingoia… brava troietta.»

Il suo cazzo nella gabbia pulsava furiosamente, schiacciato senza pietà, mandando fitte di frustrazione che si mescolavano al bruciore in gola.

Giulio, punito, dovette leccare solo le palle pesanti e sudate di Stefano mentre guardava. Stefano gli dava istruzioni parallele:

«Lecca bene sotto, succhia una palla alla volta, lingua profonda tra le pieghe. Sentile in bocca.»

La lingua di Giulio sentiva la pelle calda, rugosa, il sapore salato di sudore e maschio. Ogni leccata era umiliante, mentre vedeva Fabio venerare il cazzo vero con tanta dedizione.

Dopo la lezione di gola, arrivò il momento delle due dita nel culo.

Stefano fece sdraiare entrambi a pancia in su, gambe alzate e divaricate, culi completamente esposti. Il lubrificante freddo e viscido colò direttamente sui buchetti ancora stretti e sensibili. Per Fabio fu il primo: due dita grosse premettero insieme contro l'anello muscolare. Spinsero. Il bruciore fu immediato e feroce — un dolore pungente, come se il buco venisse forzato oltre il limite con uno strappo lento e inesorabile. Le dita entrarono centimetro dopo centimetro, stirando le pareti calde e vergini con una pressione implacabile. Fabio ansimava forte, il petto che si alzava e abbassava rapido, le mani che stringevano le lenzuola. Sentiva ogni nocca passare, ogni movimento circolare che apriva il canale, massaggiando la prostata con precisione crudele. Ogni tocco sulla prostata mandava una scarica elettrica di piacere profondo, quasi insopportabile, che si irradiava fino alla punta del cazzo imprigionato. La gabbia stringeva dolorosamente, il pre-sperma colava copioso, caldo e viscido, senza alcun sollievo. Il bruciore nel culo si mescolava al piacere in un vortice che gli faceva tremare le gambe e gemere:

«fa male… ma… continua…»

Giulio subì lo stesso trattamento. Quando le due dita entrarono, il plug da 2 cm ancora dentro rendeva tutto più intenso. Stefano lo tolse lentamente: la base larga uscì con uno schiocco umido, lasciando il buco aperto, rosato e pulsante di un dolore sordo. Le due dita entrarono subito dopo. Giulio urlò piano: il bruciore fu ancora più acuto, un fuoco profondo che gli strappò un gemito rauco. Le dita si aprirono a forbice, dilatando le pareti già irritate. Ogni movimento mandava fitte di dolore misto a onde di piacere proibito che gli facevano contrarre le dita dei piedi e lacrimare gli occhi. La gabbia era una tortura continua: il cazzo cercava inutilmente di gonfiarsi, schiacciato contro la plastica rigida, mandando fitte di frustrazione che si irradiavano alle palle tese. Giulio sudava freddo, il respiro rotto, il corpo scosso da tremiti. Dentro di lui si agitava un turbine: dolore lancinante, umiliazione profonda, piacere nascente che lo terrorizzava perché non poteva controllarlo, e una determinazione feroce a non cedere prima di Fabio.

Stefano lavorava con calma sadica, girando le dita, aprendo, massaggiando, mentre continuava a dare istruzioni:

«Spingete indietro con il culo, rilassate il buco. Fate entrare il dolore. Brava troietta, senti come si apre per me?»

Quando finalmente ritirò le dita, entrambi i buchi rimasero aperti, rosati, lucidi di lubrificante, pulsanti di un dolore sordo e di un desiderio vuoto. Fabio e Giulio giacevano sul letto, respiri affannati, corpi coperti di sudore, gole in fiamme, culi dilatati, gabbiette piene di umori vischiosi. La rivalità bruciava ancora nei loro sguardi: Fabio trionfante ma dolorante, Giulio umiliato ma più determinato che mai.
Stefano accarezzò le loro teste sudate, sorridendo soddisfatto.

«Brave troiette. State imparando a succhiare come si deve e a offrire il culo senza resistenza. La castità sta facendo il suo lavoro. Domani la panca vi farà piangere… e godere come non avete mai fatto. Riposate. Il vostro addestramento è appena iniziato.»

I due ragazzi rimasero lì, sentendo ogni pulsazione nel buco dilatato, ogni stretta inutile della gabbia, ogni goccia di pre-sperma che scivolava dentro la plastica calda. Il dolore, il bruciore, la frustrazione e il piacere bloccato si mescolavano in un vortice che li stava già cambiando nel profondo.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.5
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La sfida delle troiette 2:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni